Mangiari di strada

Mangiari di strada

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Mangiare per strada è un modo antico di nutrirsi  che troviamo già nella Roma Imperiale, quando gran parte della  giornata si svolgeva in strada,  e per strada ci si nutritiva.  Oggi costituisce addirittura  una moda,  in cui credono anche i grandi ristoratori.  Il cibo su ruote è pratico, veloce e poco costoso, lo si  può gustare da soli o scambiando quattro  chiacchiere tra sconosciuti, confermando la funzione del cibo come veicolo di comunicazione.

 Hot dog

Spuntino super nutriente, è uno tra i sandwich più amati nel mondo e a tutte le età. La sua fama inizia in un stadio statunitense,  dove un venditore che distribuiva salsicce pensò, per rendere più pratica la distribuzione, di scaldare del pane morbido e mettercele dentro. Nasce così il red hot, la salsiccia rossa e calda. Siamo più o meno  attorno al 1870 e un vignettista sportivo, tale Mr. Dorgan,  sostituisce in una vignetta  il salsicciotto  con un cane bassotto, e lo mette tra due fette di pane lungo e morbido; fu cosi che questo panino da stadio venne chiamato hot dog, sarebbe a dire cane caldo. 7

Ingredienti: pane morbido di forma ovale, 4 wrustel del tipo Frankfurter lungo ma non troppo grosso, una ciotola di crauti che possiamo acquistare pronti, foglie di lattuga se vogliamo.

Scaldiamo i wrustel per 5 minuti girandoli una volta sulla bistecchiera  e li teniamo a caldo  nel foglio di alluminio; scaldiamo  anche il pane nel forno,  lo spalmiamo di senape, aggiungiamo metà  della verdura scelta, appoggiamo sopra il wrustel, un altro strato  di verdura e terminiamo con una foglia di lattuga, richiudendo con l’altra metà del panino.

Fish&Chips

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In Gran Bretagna si tengono corsi appositi per insegnare agli street  fooder  a farlo, perché è considerato una vera tradizione.

Ingredienti  per il Fish:  500 g filetto di merluzzo, 90 g di farina autolievitante, acqua minerale gassata, sale, il succo di mezzo limone, olio di semi per friggere.

Laviamo e asciughiamo con cura il pesce, lo tagliamo a cubetti di 3 cm circa, lo copriamo e lo mettiamo in frigorifero. Prepariamo la pastella stemperando la farina autolievitante con acqua minerale, aggiungiamo il sale e , volendo, il limone e lo riponiamo in freezer per 10 minuti; la pastella deve essere ben fredda, perché lo shock termico garantirà  un  fritto  leggero e croccante. Scaldiamo l’olio  in una larga padella  e friggiamo il pesce, che avremo immerso nella pastella pochi pezzi per volta , altrimenti l’olio si raffredda.  Lo cuociamo per circa 4 minuti, lo scoliamo e lo mettiamo sulla carta per fritti. Una volta pronte anche le patate, possiamo servire entrambi mescolati nella stessa ciotola, accompagnandoli con la salsa tartara.

Ingredienti per le Chips: 4 patate di media grandezza, olio di semi di arachide, sale. Sbucciamo le patate, le laviamo, le asciughiamo molto bene e le tagliamo a spicchi. Facciamo scaldare olio  nella padella e friggiamo per 5 minuti circa, poche alla volta cercando di dorarle bene su tutti i lati. Appena pronte le sistemiamo su carta per fritti.

Shis Kebab

Il cibo per eccellenza dei popoli  musulmani nomadi; la versione  originaria  era  a base di carne di montone.

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Ingredienti ( per 4 persone) : 400 g di polpa di agnello, 10 pomodorini ciliegia, 2 cetrioli,  3 cipolle rosse,  una foglia di alloro, semi di cumino,  un misto di erbe aromatiche (erba cipollina, prezzemolo e menta), peperoncino, il succo di mezzo limone, olio di oliva, pepe, sale.

Mescoliamo in una ciotola 3 cucchiai di olio, l’alloro, il peperoncino, i semi di cumino, il succo di limone, il sale e una cipolla tagliata sottile.  Aggiungiamo la carne tagliata  a pezzi, mescoliamo e lasciamo marinare per un’ora coperto  con pellicola. Riuniamo  in una ciotola un po’  di olio, sale, pepe, pomodorini tagliati in 4 , i cetrioli parzialmente sbucciati e tagliati a rondelle, tutte le erbe aromatiche e mescoliamo. Sbucciamo le altre due cipolle  e le tagliamo a spicchi. Prepariamo gli spiedini alternando pezzi di carne  a spicchi di cipolla , li disponiamo sulla griglia  del forno leggermente unta di olio e inforniamo tenendo la griglia abbastanza  in alto e,  sotto, la placca in cui si raccogliera l’unto  rilasciato dalla carne durante la cottura. Cuociamo a 200 gradi per 10 minuti per parte, versando ogni tanto sugli spiedini un po’ di marinata. Serviamoli ben caldi su pane arabo tagliato a metà  e scaldato. 

Crepes alla Piemonte 

Siamo nel 7000 a. C., la massaia cucina e la farinata le cade su una piastra rovente. Panico?No: nasce  la crepe. Nella città italiana più  francese che ci sia, torino, se ne mangia una davvero ottima. 

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Ingredienti: 250  di farina 00 , 4 uova, 600 ml di latte, 60 g burro fuso, una presa di sale.

Setacciamo la farina con il sale e la mettiamo in una ciotola. Facciamo la fontana e al centro  sgusciamo le uova, iniziando a miscelare con una forchetta. Prendiamo la frusta e uniamo il latte; se vogliamo possiamo aggiungere un cucchiaio di zucchero semolato. Dobbiamo ottenere  una crema  non troppo densa ma vellutata.  A questo punto incorporiamo molto lentamente  il burro fuso intiepidito. Ungiamo una padella antiaderente  con un po’ di burro e la facciamo scaldare; versiamo un mestolo di pastella  e facciamo ruotare la padella  fino a ricoprire tutto il fondo. Appena si colorisce un po’  la giriamo e la coloriamo dall’altra parte; in tutto ci vorranno circa  2 minuti.  Non appena la crepe è pronta  la mettiamo da parte su della carta da cucina  e procediamo con le altre. Si farcisce a piacere, con dolce o salato. Ottima con cioccolato  tipo gianduia  o  cioccolato fondente sciolto, e cosparsa di zucchero a velo.

Gnocco fritto

Ingredienti ( per 10 gnocchi grandi, ma possiamo fare anche 20 piccoli): 270 g di farina 00, 20 g di lievito di birra,  un cucchiaino di zucchero, un cucchiaio di strutto, 3 cucchiai di olio di oliva, olio di semi di arachide per friggere, sale.

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Sbricioliamo il lievito insieme allo zucchero nell’acqua tiepida  e mescoliamo  fino a che non si è ben sciolto. Setacciamo la farina  in una larga ciotola  e la disponiamo a fontana;  nel mezzo versiamo nell’ordine  il lievito, lo strutto e l’olio di oliva  e amalgamiamo il tutto con una forchetta. Aggiungiamo due pizzichi di sale  e impastiamo prima nella ciotola  e poi su un piano ben infarinato, aggiungendo acqua se fosse necessario. Quando avremo ottenuto una palla soda ma elastica, molto simile per consistenza all’impasto del pane o della pizza , la avvolgiamo in un telo infarinato  e la lasciamo riposare  per 30 minuti.  La incidiamo a croce, la rimettiamo nella ciotola e la lasciamo lievitare altri 30 minuti.  Trascorso questo tempo, la tiriamo con il mattarello infarinato in una sfoglia abbastanza sottile, che ritagliamo a rombi con una rotella  dentata o un tagliapizza. Scaldiamo abbondante olio  in una padella per i fritti  e friggiamo i rombi pochi per volta, fino a che non gonfieranno  e saranno ben dorati da entrambo i lati. Li serviamo ben caldi, accompagnati da un piatto di salumi misti.

Cuculli

Il nome in genovese  significa ” piccoli bambini simpatici”: sono frittelle  salate che a Genova accompagnano affettati o formaggi tipici. Nell’impasto si possono inserire erbe aromatiche: salvia, basilico, erba cipollina, oppure fiori di zucchina tagliati a striscioline.

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Ingredienti ( per 30 frittelle circa) : 500 g farina di ceci, olio di semi di arachide per friggere, 4 o 5 foglie di salvia tagliate sottili, un cubetto di lievito di birra.

Stemperiamo il lievito con 1/2  bicchiere di acqua  tiepida  in una ciotola molto grande. Amalgamiamo  la farina,  aggiungendo acqua quanto ne basta  a formare una pastella densa. Mescoliamo  con la frusta sempre in senso orario,  eliminando tutti i grumi, copriamo e lasciamo  in frigorifero per tuta la notte. Al momento di usarla, aggiungiamo un po’ di sale  e la salvia, scaldiamo abbondante olio in una padella e friggiamo l’impasto a cucchiaiate, 3 o 4 per volta, fino a dorare le frittelle. prima di servire le mettiamo a scolare su carta assorbente.

 Pane e porchetta

Città che vai, panino che trovi, e questo è tipico della Città Eterna. Vi basti la ricetta del pane, perchè  ormai sarete fini intenditori di affettati tipici e bravissimi impastatori di pasta da pane.

Ingredienti: per circa 10 panini da 40 g l’uno; 100 g di farina di Manitoba, 100 g di farina integrale, 300 g di farina di grano duro, 1 rametto di rosmarino, 30 g lievito di birra, 1 cucchiaino di miele, 1 cucchiaino di sale diluito in un po’ di acqua tiepida.

Prepariamo un impasto fluido sbriciolando il lievito in un po’ di acqua tiepida e aggiungiamo il miele. Lo uniamo alla farina con cui abbiamo fatto la fontana in una ciotola capiente e iniziamo a impastare con le mani. Aggiungiamo il sale diluito  e gli aghi di rosmarino e continuiamo a impastare nella ciotola, poi passiamo l’impasto sul piano  di lavoro infarinato e lo lavoriamo per 10 minuti. Lo trasferiamo quindi in una ciotola leggermente unta, lo copriamo con la pellicola e lo lasciamo lievitare per almeno un’ora. Trascorso questo tempo, pesiamo l’impasto, procedendo alla cosi detta pezzatura, grazie alla quale i panini risulteranno di dimensioni uguali, permettendo una cottura uniforme. Suddividiamo l’impasto in pezzi uguali con i quali formiamo dei pani lunghi e stretti; li disponiamo  su una teglia leggermente unta, copriamo e lasciamo lievitare ancora per 40 minuti circa, o fino al raddoppio del volume. Inforniamo allora a 220 gradi per 20 minuti circa. Li farciamo quando sono ancora  tiepidi.

Sfincione di Palermo

A Palermo lo sfincione, pizza siciliana, in realtà non è considerato cibo, ma il mito fatto focaccia. Un misto di tradizioni, profumi, colori, rumori.

Ingredienti ( quantità per circa 6 persone)  :500 g di farina 00, 250 g di farina di grano duro, un cubetto di lievito di birra, 1/2 cucchiaino di sale, 1/2 cucchiaino di zucchero, 60 g di strutto, 2 cipolle affettate a rondelle sottili e leggermente stufate, 6 sarde sotto sale, 300 g di passata di pomodoro, 50 g di pangrattato, 80 g di caciocavallo tagliato a dadini, un cucchiaio di origano, olio di oliva, sale.

In una capiente ciotola disponiamo la farina a fontana;   vi sbricioliamo  il lievito, aggiungiamo  lo zucchero e l’acqua tiepida, lavorando il tutto per ottenere un impasto omogeneo ma non duro. Lo rovesciamo sul piano da lavoro ben infarinato e lo allarghiamo, mettendo nel mezzo lo strutto mescolato al sale.  Impastiamo per circa 20 minuti. Ottenuta una bella palla omogenea, la rimettiamo nella ciotola  leggermente unta, la copriamo e la lasciamo  lievitare per almeno due ore  coperta con un canovaccio o con pellicola trasparente.  Trascorso questo tempo, riprendiamo l’impasto e lo lavoriamo ancora, poi lo lasciamo lievitare, coperto, per un’altra ora.  A questo punto lo stendiamo con le mani in una teglia rettangolare, lo condiamo con un filo di sale  e un po’ di olio, lo copriamo con la passata di pomodoro, livellandola  con un cucchiaio, e facciamo ancora lievitare per  30 minuti. Distribuiamo sopra le sarde, ben sciacquate e asciugate, sistemiamo le fettine  di cipolla e inforniamo  a 180 gradi  per 15 minuti circa. Sforniamo, uniamo il caciocavallo, spolverizziamo con il pangrattato  e l’origano e facciamo cuocere ancora per 15 minuti, si serve ben caldo.

 

 

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