Il favismo

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Favismo
Favismo

Il Favismo

Il favismo è un’anomalia genetica che interessa alcuni enzimi contenuti nei globuli rossi. Nota fin dalla antichità come “ malattia delle fave”, questa patologia, come si evince dalla parola stessa comporta l’assoluta necessita’ di evitare l’assunzione di fave ed altri alimenti, come si evince dalla parola stessa, comporta l’ assoluta necessita’ di evitare l’assunzione di fave ed altri alimenti, come piselli e verbena, alcuni farmaci e sostanze particolari.

Nei soggetti affetti da favismo si registra un deficit di un enzima implicato nella via biogenetica dei pentoso-fosfati, la glucose-6-fosfato deidrogenasi: la carenza dell’enzima comporta gravi conseguenze a livello dei globuli rossi poiché esso risulta anche fondamentale per il corretto funzionamento e la sopravvivenza degli stessi. L’assunzione di particolari alimenti e sostanze potrebbe inibire l’enzima determinando conseguenze gravissime per l’organismo.

Il termine favismo risulta pero’ improprio, poiche’ in alcuni soggetti fobici la reazione clinica emolitica si puo’ manifestare anche indipendentemente dal consumo di fave e piselli. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le persone affette non possono mangiare questi legume; inoltre, non possono essere assunte o inalate alter sostanze , come la naftalina e taluni farmaci, quali analgesici ,antipiretici, antimalarici che possono aggravare le condizioni pre-esistenti.

I farmaci sopra citati alterano l’equilibrio ossidativo; dopo 12-48 ore dall’ingestione dei piselli, farmaci particolari si manifesta una carnagione giallastra che talvolta tende al verde, le sfere oculari appaiono color giallo intenso; se il favismo si manifesta in forma grave il soggetto potrebbe avere un collasso cardiocircolatorio.

La malattia della fave e’ trasmessa ereditariamente con il cromosoma X, per questo motivo I maschi sono maggiormente più colpiti delle femmine che in genere sono portatrici sane. La carenza dell’enzima rappresenta una tra le piu’ frequenti carenze enzimatiche mondiali, considerando che colpisce circa 400 milioni di soggetti; il 20% delle persone sono di razza Africana, nonostante sia molto diffuso anche in Grecia, Asia e in Sardegna. E’ opportuno ricordare comunque che nella maggioranza dei casi il favismo resta asintomatico .

Esistono varie forme di favismo e , in base alla gravita’ si distinguono cinque livelli: I primi due esprimono una deficienza grave (anemia emolitica cronica, insufficienza renale acuta), il terzo rappresenta una deficienza lieve (emolisi manifestata solo in caso di contatto con sostanze), mentre le ultime due non comportano nessun effetto clinico pericoloso.

L’unica cura e’ la prevenzione: I soggetti affetti devono astenersi scrupolosamente dall’assunzione di fave e piselli e farmaci che potrebbero risultare piu’ dannosi che d’aiuto. Le trasfusioni di sangue, nel caso di una crisi emolitica acuta, e la dialisi per soggetti affetti da insufficienza renale, risultano vitali. In alcuni casi gravi, la rimozione della milza potrebbe essere l’unica soluzione : e’ proprio a livello della milza, infatti, che I globuli rossi si distruggono.

Purtroppo le possibili varianti della malattia delle fave sono cosi tante, e le ricerche cosi poco approfondite, che si registra ancora un’evidente preoccupazione sui possibili alimenti, farmaci e sostanze veramente pericolosi per I soggetti affetti: in taluni casi, sembra quasi che solamente le fave siano realmente implicate.

Secondo alcune leggende antiche, il favismo era collegato anche a fattori spirituali: sembrano infatti che le fave fossero in qualche modo connesse al Mondo dei Morti ed erano considerate simbolo di impurità e decomposizione.

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