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Una nuova regolamentazione fondiaria per la Valle della Nouhao, Burkina Faso

di Giorgia Mei,
servizio civile in Burkina Faso

Dopo venti anni di attesa, entra in vigore la regolamentazione per la gestione della Valle e si pongono le basi legali per la lotta all’insicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile della zona.

Il 12 Maggio 2010 il Consiglio dei Ministri del Burkina Faso ha finalmente approvato lo SDA (Schema direttivo di regolamentazione e gestione del territorio) della Valle della Nouhao. La validazione di questo documento, che acquisisce forza di decreto interministeriale e diventa immediatamente applicabile, è un passo importantissimo per la rivalorizzazione di questo territorio. La Valle della Nouhao, zona rurale strategica del paese, è sottoposta a un processo di regolamentazione da più di vent’anni. L’approvazione dello SDA, grazie all’intervento congiunto del Ministero delle Risorse Animali e della LVIA, e al finanziamento della Cooperazione Italiana, pone fine ad un periodo di incertezza sulla gestione della zona, e dota la popolazione di uno strumento legale per risolvere i conflitti sull’utilizzo delle risorse, usufruire delle terre in maniera proficua ed equilibrata e quindi lottare contro l’insicurezza alimentare e la povertà nella Valle.
Il progetto di valorizzazione della Valle della Nouhao – progetto MVVN – è stato elaborato nel 1994. La sua realizzazione è stata affidata all’ONG LVIA, finanziata dalla Cooperazione Italiana. Si tratta di un progetto di gestione del territorio e di sicurezza alimentare nella Valle. Nel corso della prima fase, espletata dal 1997 al 2002, il progetto si è articolato attorno a quattro assi principali, ossia: il sostegno ai sistemi di produzione agricola e animale; la realizzazione delle infrastrutture, soprattutto idriche; le misure di accompagnamento come la formazione e il credito; la gestione dello spazio rurale. La seconda fase del progetto MVVN è iniziata nel 2007 per un periodo di tre anni. Essa mira al consolidamento dei risultati raggiunti nella prima fase, ad aumentare le capacità dei produttori della Valle e migliorare la gestione del territorio in maniera sostenibile ed equilibrata.

La Valle della Nouhao: una realtà che rinasce dopo una lunga depressione
La Valle della Nouhao è situata nella regione centro-orientale del Burkina Faso, a cavallo fra la provincia di Boulgou et Koulpelogo, su uno spazio di 200.000 ettari attraversato dal fiume Nouhao (che significa “grande fiume” in lingua locale bissa). Questa zona è stata per molto tempo quasi disabitata a causa della presenza dell’oncocercosi, una malattia infettiva che provoca cecità (chiamata appunto cecità fluviale). Alla fine del 1976, la Valle è stata liberata da questa grave epidemia grazie ad un lavoro di bonifica finanziato dal Ministero Affari Esteri Italiano e affidato alla FAO. Dopo l’opera di risanamento, la zona ha conosciuto un ripopolamento importante di allevatori nomadi e di agricoltori. Al 2006, la popolazione stimata nella Valle era di 90.700 abitanti, 40,05% dei quali Mossi (prevalentemente agricoltori), 38,63% Bissas (prevalentemente agricoltori) e 20,90% Peuls (prevalentemente allevatori).
L’attività produttiva della Valle dipende dall’agricoltura e dall’allevamento. Il sistema agricolo, fondato su tecniche tradizionali (soltanto il 5% dell’agricoltura è praticata con il traino di buoi), si basa sulla coltivazione di cereali nella stagione piovosa (soprattutto sorgo e miglio) e sulla produzione di arachidi e mais. L’introduzione recente della risicoltura e dell’orticoltura (pomodori, melanzane, insalata, cavoli) ha permesso di diversificare l’alimentazione della popolazione e di apportare, anche se non sempre in misura significativa, delle entrate supplementari ai produttori.
Il sistema di produzione animale si basa sull’allevamento estensivo di bovini, ovini, caprini, suini e volatili. L’allevamento è praticato un po’ da tutta la popolazione ma quello dei grandi capi di bestiame resta ancora un’attività specifica dell’etnia Peul, popolazione seminomade.

Il diritto alla terra: scoppiano i conflitti tra agricoltori e allevatori
Nel 1986, la Valle è stata divisa in due parti, in funzione della vocazione naturale delle terre e delle attività praticate: una zona centrale di 95.000 ettari per gli allevatori e una zona periferica di 105.000 ettari per la produzione agricola. La suddivisione materiale della zona pastorale rispetto alla zona agricola è stata fatta attraverso una linea di pare feu lunga 172 km e larga 50 metri. Nonostante questa suddivisione, la convivenza fra le due categorie di produttori nella Valle non è stata sempre pacifica, soprattutto nei primi anni di ripopolamento. Con il tempo, sono nati forti contrasti nella gestione delle risorse naturali, aggravati dal fatto che il processo di concessione dei diritti fondiari, in corso da molti anni, fatica a diventare realtà nelle zone rurali del Burkina Faso, in primis nella Valle.
Dal 1984 esiste in Burkina una legge che stabilisce i principi di accesso ed utilizzo della terra sul territorio Burkinabé, la cosiddetta RAF (Riorganizzazione agraria e fondiaria). Ogni zona rurale del paese può, secondo questa legge, dotarsi di uno Schema direttivo di gestione del territorio (SDA) per applicare i principi della RAF e organizzare correttamente le zone di competenza.
La Valle della Nouhao si è dotata di uno SDA dal 1988. Questo documento non è però stato mai approvato e, di conseguenza,la popolazione non ha ancora la garanzia di un quadro giuridico e legale all’interno del quale orientarsi per gestire correttamente le terre sfruttate a fini produttivi o abitativi. Dopo trent’anni dal ripopolamento della Valle, sussistono tutt’ora problematiche profonde che provocano tensioni nella convivenza tra agricoltori e allevatori e soprattutto mettono a repentaglio l’uso sostenibile delle risorse naturali. Fra queste: la continua crescita demografica nella zona; la diffidenza degli agricoltori rispetto al modo in cui è stata suddivisa la Valle e la percezione che questa configurazione sia piuttosto a profitto degli allevatori; il tentativo di ri-conolizzazione della zona da parte degli agricoltori e il flusso di movimenti migratori; la debole e lenta procedura di attribuzione dei titoli di usufrutto della terra come previsto dai testi regolamentari (vedi SDA); lo sfruttamento della zona pastorale per la raccolta del legno; la scarsa presenza di infrastrutture a sostegno delle attività produttive, soprattutto di quelle idriche.
In questa condizione, l’occupazione e l’uso insostenibile delle terre aumenta sempre di più, a causa di una produzione agricola estensiva e di un allevamento, anch’esso praticato in maniera estensiva, che riduce il potenziale foraggero dei terreni e degrada l’ambiente. L’agricoltura potrebbe essere più produttiva e sostenibile, ma gli agricoltori non hanno i mezzi per poter beneficiare al massimo della fertilità del suolo e gli allevatori non possono sempre usufruire della zona a loro adibita poiché nella stagione secca mancano foraggio fresco e punti d’acqua per abbeverare il bestiame. I pastori sono quindi costretti a partire per la transumanza nelle terre vicine, del Togo e del Ghana. Durante questo periodo, gli allevatori devono far fronte a differenti problemi, primo fra tutti il pagamento di “tasse” per il passaggio nei territori che, sebbene sia definito nelle norme dei paesi limitrofi, è in contraddizione con i principi della libera circolazione di beni e persone stabiliti dalla CEDAO (Comunità economica dei paesi dell’Africa dell’Ovest), alla quale anche il Togo e il Ghana appartengono. In particolare, gli allevatori sono costretti a pagare 5000 franchi (circa 8 euro) per capo di bestiame alla frontiera e 500 ad animale, al passaggio in ogni comune e prefettura. Inoltre, durante il periodo di transumanza all’esterno della Valle, molti animali si ammalano e al ritorno contagiano anche gli altri. E’ evidente quindi, che la scarsa applicazione della regolamentazione nella Valle per una gestione proficua e sostenibile delle terre e delle risorse, minaccia fortemente il reddito e la sicurezza alimentare delle popolazioni e anzi mantiene spesso le famiglie in una condizione di pura auto sussistenza.

Regolamentazione fondiaria e valorizzazione della Valle per lo sviluppo rurale
La revisione dei documenti che regolamentano il sistema di gestione della Valle è dunque di estrema importanza. Essa è in effetti da qualche anno una delle priorità del Governo, che ha potuto collaborare con la LVIA, unico attore non governativo nella zona da oltre 10 anni, al fine di riprendere il processo di regolamentazione della zona e dare avvio alla reale applicazione dello SDA.
Nel 2008, nel corso della seconda annualità del progetto MVVN, è stato così commissionato, dopo apposita gara d’appalto, uno studio diagnostico per la revisione dello SDA del 1988. Questo studio aveva innanzitutto l’obiettivo di valutare lo stato di applicazione del vecchio SDA; in secondo luogo, di proporre un nuovo SDA che prendesse in considerazione i risultati dell’analisi sullo stato attuale della zona, l’evoluzione delle realtà socio economiche nella Valle, il cambiamento climatico, gli orientamenti maggiori del governo in materia di gestione e accesso alla terra e di valorizzazione degli spazi agricoli e pastorali nelle zone rurali. Lo studio è stato condotto dalla ditta di studi diagnostici ZOOFOR Consult, grazie all’analisi del Dott. Hamadé Kagoné, esperto di zootecnica pastorale; di Ouattara Siaka, esperto di sfruttamento forestale; Dasmané Bambara, agronomo; Alfred Ouédraogo, socio-economista e Isidore Yanogo, geografo.
Dopo la stesura del testo di revisone dello SDA, è stata finanziata una serie di seminari nel corso dei quali il documento è stato condiviso e valicato, per poi essere inviato in sede governativa per l’approvazione finale.
Nel seminario provinciale del 13 Novembre 2008, LVIA, in partenariato con il Ministero delle Risorse Animali, ha sottoposto lo SDA alla lettura della CRAT (Commissione Regionale di Gestione del Territorio). La CRAT ha emendato e approvato il documento per passarlo poi alla validazione di livello superiore. In questo iter di aggiornamento dello SDA, lungo ma estremamente partecipativo, il documento deve infatti procedere per differenti istanze prima di raggiungere il governo.
LVIA ha continuato a sostenere il processo e un anno dopo la validazione da parte della CRAT, ha finanziato un seminario nazionale per l’approvazione dello SDA anche da parte della CNAT (Commissione Nazionale di Gestione del Territorio). La CNAT ha approvato il testo durante il seminario del 19 agosto 2009. Dopo questa fase, il documento è finalmente passato alla lettura del Consiglio dei Ministri.
La sua approvazione, il 12 maggio 2010, dal Consiglio dei Ministri del Governo Burkinabé è una tappa importantissima nel processo di valorizzazione della Valle e una “piccola vittoria” alla quale LVIA ha voluto contribuire fin dalla prima fase del progetto (nella prima fase del progetto infatti era stata finanziata anche una tavola rotonda di riflessione sulla situazione di applicazione della RAF e sulle sfide maggiori per la gestione della zona).
Il nuovo SDA fissa per i prossimi sette anni le linee guida fondamentali per l’occupazione e l’utilizzo delle terre della Vallee definisce la visione, le linee direttive e gli obiettivi per la sua valorizzazione. L’obiettivo principale è di contribuire alla lotta contro la povertà, al rafforzamento della sicurezza alimentare e alla promozione di uno sviluppo sostenibile della Valle della Nouhao. Specificatamente, lo SDA mira a: definire il diritto di accesso alle terre per i produttori e valorizzare la zona agricola e pastorale; accrescere la produzione sia animale che agricola; aumentare il reddito dei produttori grazie a una maggiore diversificazione delle attività economiche data da un uso più razionale e efficace delle risorse; assicurare l’uso sostenibile di quest’ultime; migliorare la condizione economica delle donne e dei giovani; aumentare il numero di infrastrutture; e in generale responsabilizzare le popolazioni della valle affinché esse non siano soltanto beneficiarie ma anche protagoniste attive dello sviluppo della zona.
L’approvazione del nuovo SDA è un grande passo avanti a cui LVIA ha voluto contribuire al fine di riprendere un processo di valorizzazione bloccato da anni, che avrebbe rischiato di vanificare tutti i risultati raggiunti finora.
La tappa successiva nel processo di valorizzazione della Valle è la reale concessione dei diritti di usufrutto fondiario a tutti i produttori della Valle e l’immatricolazione delle terre. Il successo di questi interventi dipende ora dal modo in cui il nuovo SDA sarà applicato nella Valle dalle collettività rurali e dalla maniera in cui le categorie produttive organizzate e sensibilizzate si approprieranno dei sistemi di gestione della terra. Il processo è ancora lungo e complicato. LVIA, collaborando con i partner locali e sostenendo la “rinascita dello SDA” ha voluto porre le basi per una nuova fase di crescita nella zona, nell’ottica di favorire uno sviluppo sostenibile, ossia l’aumento della produzione e la riduzione della povertà delle generazioni attuali e la garanzia di un benessere minimo anche per quelle future.

Questa notizia riguarda il progetto LVIA:
Valle della Nouhao: lotta alla povertà attraverso una gestione razionale e condivisa delle risorse naturali

Venerdì, 18 Giugno 2010

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