Nuova Direzione scientifica del Centro Cardiologico Monzino: Paolo Biglioli passa oggi a Elena Tremoli, già vice direttore, il testimone.
“Dopo trent’anni anni al Monzino – dichiara Biglioli – ho pensato fosse giusto lasciare spazio a figure nuove che, sono certo, svilupperanno con rinnovati entusiasmo ed energie la tradizione di questo ospedale mantenendo i suoi punti unicità. Il Monzino è l’ospedale del cuore dei Milanesi, un riferimento per la città ma con una fortissima vocazione internazionale; è un ospedale nato per la cura (anzi, voluto trent’anni anni fa da Italo Monzino per curare i meno abbienti) ma alimentato costantemente da ricerca e innovazione; è un centro di altissima specializzazione e ad intenso uso di tecnologia, ma con una forte carica umana che gli ha permesso di mettere sempre al centro la persona malata. Penso che il Monzino abbia segnato la storia della cardiologia e della cardiochirurgia in Italia (e, in alcune aree, nel mondo) e abbia contribuito a creare una cultura della medicina e del rapporto medico e paziente, che e continuerà a farlo. Una continuità che è assicurata anche dagli allievi che hanno lavorato con me da 25 anni e più.”
“La continuità di visione dell’ospedale è per me naturale – prosegue Elena Tremoli – perché è stato lo stesso Biglioli a chiamarmi dieci anni fa dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università di Milano, affidandomi l’incarico di avviare e sviluppare un’attività di ricerca che fosse strettamente legata alla clinica. Abbiamo impostato un programma di ricerca con l’obiettivo di trasferire rapidamente i risultati ottenuti in laboratorio al letto del paziente. E questo ha permesso di sviluppare ricerche innovative, ottenendo risultati promettenti. Proseguirò nella strada intrapresa, favorendo la realizzazione di ricerche che siano l’esito di una stretta interazione tra cardiologi, cardiochirurghi, chirurghi vascolari e ricercatori di base. L’obiettivo è di identificare quei marcatori, che chiameremo spie di malattia, che permettano sia di misurare il rischio di sviluppare complicanze dopo le procedure di angioplastica o di chirurgia cardiovascolare, sia di intervenire in modo sempre più precoce, per effettuare una reale prevenzione. Attenzione particolare sarà riservata allo sviluppo di terapie innovative, anche personalizzate, e al controllo della loro efficacia.”
“Il modello organizzativo del Centro Cardiologico Monzino – commenta Carlo Ciani, Amministratore Delegato – ha sempre accompagnato e sostenuto la missione originaria dell’ospedale, una missione di innovazione permanente nella cura e nella ricerca. I soci e il management hanno operato insieme alla Direzione Scientifica le scelte illuminate, e anche coraggiose, che ne hanno permesso il costante sviluppo. Come quella di creare un centro di imaging cardiologico fra i più avanzati in Europa, oppure di installare la prima sala multifunzionale in Italia, dove il paziente può ricevere contemporaneamente diversi tipi di trattamento. Visti i risultati incoraggianti, già stiamo programmando di aprire una seconda sala di questo tipo.”
Presso il Centro Cardiologico Monzino nel 2010 sono stati effettuati più di 1500 interventi di chirurgia cardiovascolare maggiore dell’adulto e più di 4000 procedure di cardiologia intervenzionale; di queste più di 2000 sono angioplastiche coronariche con applicazione di stent. Inoltre, più di 2300 pazienti sono stati trattati con procedure di elettrofisiologia per curare problemi di tipo ritmico. I risultati clinici del Monzino, in termini di mortalità e di complicanze, lo pongono ai vertici internazionali per la cura delle malattie cardiovascolari dell’adulto.
Segnaliamo che è disponibile una videointervista alla Prof.ssa Tremoli
Per informazioni, Ufficio stampa: 02 89075019




































































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