RISCHIO CALORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO: le misure di prevenzione per proteggere i lavoratori

Per alcune attività lavorative il calore può rappresentare un pericolo insidioso per la salute e la sicurezza dei lavoratori: nella realtà produttiva del Bassopolesine è maggiormente a rischio chi lavora all'aperto, in particolare gli agricoltori, gli addetti alla raccolta di frutta e verdura, gli operai dei cantieri edili e stradali. Il Servizio di Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL) dell’Azienda Ulss 19 vuole ricordare le misure di prevenzione contro il caldo, dato che il decreto legislativo 81/ 08 prevede che il datore di lavoro valuti “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, pertanto anche il rischio di danni da calore, tipico delle attività lavorative che si svolgono all’aperto nei periodi di grande caldo estivo.
Il datore di lavoro deve, quindi, mettere in atto misure di prevenzione per proteggere i lavoratori quali:
1) la programmazione di attività che comportano maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo la fascia mattutina e pre- serale, e prevedendo una rotazione nel turno fra i lavoratori maggiormente esposti al caldo
2) garantire la disponibilità di acqua e sali minerali nei luoghi di lavoro per permettere al fisico di recuperare i liquidi persi con la sudorazione: è importante consumare acqua preferibilmente integrata con sali minerali prima di avvertire la sete e frequentemente durante il turno di lavoro, evitando di assumere bevande ghiacciate
3) mettere a disposizione mezzi di protezione individuali quali un cappello per la protezione del capo e abiti leggeri, di colore chiaro e di tessuto traspirante in modo da favorire la dispersione di calore attraverso la sudorazione
4) prevedere pause di durata variabile in relazione alle condizioni climatiche e all’impegno fisico richiesto dal lavoro, in un luogo il più possibile fresco o almeno ombreggiato per consentire l’abbassamento della temperatura interna del corpo
5) consigliare una corretta alimentazione, povera di grassi e ricca di frutta, verdura e sali minerali, preferendo pasti leggeri, facili da digerire
I lavoratori devono, inoltre, essere obbligatoriamente informati sul rischio da caldo eccessivo, sui possibili danni alla salute e loro gravità, sulle misure di prevenzione da adottare e sui comportamenti di salvaguardia da tenere. In tutte le attività lavorative nelle quali è stato valutato un rischio di “stress da calore”, è sempre obbligatorio, infine, che i lavoratori siano sottoposti a sorveglianza sanitaria da parte del medico del lavoro aziendale, al fine di escludere o limitare l’esposizione per chi è affetto da patologie quali pressione arteriosa elevata, disturbi cardiaci o renali e obesità. Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell'alta temperatura e dell'elevata umidità e porta ad un aumento della temperatura corporea fino a superare i 40°C. Sintomi iniziali da eccessiva esposizione a calore sono: crampi muscolari, febbre, stordimento, stanchezza importante e diffusa. Quando la temperatura interna sale oltre i 40,5 °C si verificano la perdita di coscienza, le convulsioni fino ad arrivare alla morte. In caso di malore è necessario chiamare subito l’incaricato al primo soccorso aziendale e il 118, porre il lavoratore all'ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini o sul fianco in caso di nausea, mantenendo la persona in assoluto riposo, slacciando o togliendo gli abiti, ricorrendo a spugnature con acqua fresca su fronte, nuca ed estremità, ventilando il lavoratore. Solo se la persona è cosciente, infine, gli può essere somministrata acqua, preferibilmente con sali minerali, ogni 15 minuti e in piccole quantità.
Azienda USL 19 Veneto




































































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