Lettera sottoscritta dai medici del Dipartimento Materno infantile

Abbiamo deciso di scrivere questa lettera sostanzialmente per due motivazioni: informare correttamente la popolazione e ribattere accuse infondate, se non malevole.
Per colmare le carenze informative (nessun politico lunigianese ci ha mai chiesto delucidazioni), esponiamo i tempi e le motivazioni scientifiche che supportano la riconversione del punto nascita di Pontremoli, che, come si vede di seguito, è il frutto di un processo costante ultradecennale.
• Già nel 2000 inizia un’attenta riflessione sul percorso nascita, in riferimento al D.M. 24/04/2000, nel quale si elabora un progetto-obiettivo materno-infantile relativo al “Piano Sanitario Nazionale per il triennio 1998-2000”; in esso viene individuato un modello organizzativo a rete su base regionale, articolato in tre livelli assistenziali, ferma restando la necessità di assicurare livelli di attività tali da garantire la qualità delle prestazioni.
• Nel 2004 la Regione Toscana produce il documento: “Rete Materno-Infantile regionale” nel quale viene rappresentata una riorganizzazione dei punti nascita secondo gli standards assistenziali di qualità e le funzioni a questi collegati. In questo documento viene considerato “prioritario” lo sforzo di dare omogeneità e qualità alle varie realtà ospedaliere, nel rispetto del Piano Sanitario Regionale 2002-2004 e delle raccomandazioni delle Società Scientifiche. Il riordino dei punti nascita si articola in tre livelli e 500 nati/anno rappresentano il livello minimo di attività che il Punto Nascita di I° livello deve possedere, per garantire standards accettabili.
• Sempre nel 2004 un gruppo di lavoro dell’Area Vasta Nord-Ovest, di cui fa parte il nostro Direttore, Dr. P. Migliorini, ribadisce gli Standards di qualità e i requisiti assistenziali delle U.U.O.O. di Ostetricia e Ginecologia e di Neonatologia di I°,II° e III° livello (lo standard di qualità prevede un numero minimo di nascite di 500/anno).
• Il 03/12/2009, tra Governo, Regioni e province autonome viene siglato il “Patto per la salute 2010-2012”, approvato nel gennaio 2011, con la finalità di migliorare la qualità dei servizi, promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e garantire gli standards qualitativi e di sicurezza dei Punti Nascita attraverso la redazione di un programma nazionale articolato in 10 linee di azione, in cui viene individuato a 1000/anno il livello minimo di nascite per mantenere l’apertura di un punto nascita.
• Il 18/01/2011 il Prof. Nicola Surico, presidente della S.I.G.O. (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) in una lettera ai propri associati, dichiara: “Non sono ammissibili deroghe al piano di riordino dei punti nascita: le strutture con meno di 1000 nascite l’anno vanno riconvertite”
Le Società Scientifiche e le indicazioni che esse forniscono sono per i medici una sicura guida per il loro operato professionale. Per noi medici,i dettami e le regole, basate su sicure prove ed evidenze scientifiche, sono in un certo senso il manuale che ci permette di definire come corretta qualsiasi attività, prestazione o decisione medica effettuata in favore di chi si rivolge alla medicina per tutelare la propria salute.
L’ultima lettera inviata ai propri associati dal Presidente della S.I.G.O. , già richiamata precedentemente, ci ha spinto a farci comunicatori diretti delle ragioni e delle conseguenze di determinate prese di posizione da parte nostra nei confronti di alcune realtà ospedaliere locali.
Precisiamo poi che l’Azienda USL 1 è dotata di un percorso nascita basato su elevati standards professionali e assistenziali, per migliorare progressivamente la qualità dei servizi, promuovere l’appropariatezza delle prestazioni e, in ultima analisi, garantire la sicurezza della nascita nella nostra provincia.
Per quanto riguarda le accuse infondate, noi Medici di Massa da più di 2 anni svolgiamo attività di guardia in Lunigiana. Il punto nascita di Pontremoli è rimasto aperto anche grazie al nostro impegno. Precisiamo che, per i turni di guardia, non riceviamo e non abbiamo mai ricevuto alcun incentivo economico, a differenza dei medici della Lunigiana. Inoltre i nostri specialisti laparoscopisti e uro-ginecologi sono stati e sono sempre disponibili per effettuare interventi chirurgici all’Ospedale di Pontremoli, oltre alla costante attività chirurgica svolta da anni dal nostro Direttore in favore delle pazienti residenti in Lunigiana.
E’ da sottolineare poi che già adesso il 50% delle gravide lunigianesi partorisce fuori dalla Lunigiana; anche la moglie del Dr. Iacopo Ferri, come da lui ammesso pubblicamente, ha partorito tre volte a Parma, motivando tale scelta con la richiesta della parto-analgesia. Rispettosi della libertà di ogni cittadino di scegliere dove e da chi essere curato, ci si chiede come mai un consigliere regionale della Regione Toscana, pagato con i soldi dei contribuenti toscani, decida di trasferire in altra regione i suoi denari personali e in parte anche quelli dei contribuenti toscani. Forse non sapeva che a Massa, ormai da molti anni è presente il servizio di parto-analgesia ed è anche gratuito.
In ultimo, come Pubblici Ufficiali nell’espletamento delle proprie funzioni, come noi siamo, riteniamo doveroso ricordare che chi tende a condizionare il nostro operato professionale, con più o meno larvate minacce, intimidazioni o promessa di punizioni, commette un reato che non disdegneremo di denunciare alle autorità competenti.
I Medici della U.O. di Ostetricia e Ginecologia di Massa
Paola Bay, Ilaria Di Bono, Carlo Di Stefano, Franco Fambrini, Luigi Galante, Alessandro Ghelardi, Arianna Giuntini, Fernando Guelfi, Roberto Guastini, Maria Grassi, Alessandra Kemeny, Lorenza Marconi, Roberto Marrai, Yvonne Paita, Rita Rossi, Antonio Santucci, Arianna Tonetti, Manuele Tredici, Valeria Valentino.
Info:
Giuseppe Battistini
ASL 1 di Massa e Carrara
Relazioni Esterne e Marketing
Relazioni.esterne@usl1.toscana.it




































































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