Al via il piano di zona nell'Ulss 21 di Legnago (Verona)

In questi giorni la Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 21, presieduta dal Sindaco di Cerea, Paolo Marconcini, e il Direttore Generale dell’Azienda ULSS 21, Daniela Carraro, hanno avviato il processo di programmazione, che si concluderà con l’approvazione congiunta del Piano di Zona entro il 31 dicembre 2010, a cui seguirà il visto di congruità regionale, previsto per la prima volta in questa nuova tornata di programmazione.
Entro il 31 dicembre 2010 infatti andrà costruito il nuovo Piano di Zona 2011/ 2015, il documento di programmazione che si pone l’obiettivo di integrare le politiche e gli interventi sociali dei Comuni con le politiche e gli interventi sociosanitari dell’AULSS e della Regione del Veneto e con gli interventi sociali del territorio (associazioni, gruppi, cooperative sociali, fondazioni, scuole, enti vari).
La Giunta Regionale ha approvato lo scorso 3 agosto le linee di indirizzo regionale, che intendono superare la frammentazione dei processi di programmazione, allineando nel tempo e nella forma i diversi piani regionali di area (non autosufficienza, disabilità, domicialiarità, dipendenze, salute mentale,…) e consentendo ai territori di programmare unitariamente e contestualmente con il piano di zona le politiche e gli interventi rivolti alle diverse fasce di popolazione, secondo le indicazioni regionali e gli obiettivi definiti a livello territoriale.
Il Piano di Zona è strutturato in una parte generale, che richiama gli obiettivi generali del welfare regionale, cui segue una seconda parte articolata nelle stesse aree di intervento previste:
- famiglia, infanzia, adolescenza, minori in condizione di disagio, giovani
- persone anziane
- disabilità
- dipendenze
- salute mentale
- marginalità e inclusione sociale
- immigrazione
Tali aree tematiche vengono affrontate in Tavoli Tematici costituiti dai rappresentanti dei servizi competenti, amministratori locali, rappresentanti del terzo settore del territorio, istituzioni. Ogni tavolo tematico ha un Referente tecnico che conduce il lavoro di programmazione unitamente all’Ufficio Piano di Zona, guidato da Giuliana Mantovani, al Direttore dei servizi sociali dell’Azienda ULSS 21, Raffaele Grottola, al Coordinamento Assessori alle Politiche sociali dei 25 Comuni associati, al Coordinamento degli Assistenti Sociali comunali e a tutti i soggetti interessati.
L’insieme dei Referenti tecnici costituisce il Gruppo di coordinamento tecnico, che è stato nominato dall’Esecutivo dei Sindaci dell’Azienda ULSS 21, presieduto dal Sindaco Rettondini di Legnago, a cui spetta il governo politico del Piano di Zona.
Fanno parte del Piano di Zona sia gli interventi consolidati, sia le azioni di potenziamento e di innovazione promosse nel territorio (includendo tutti gli interventi sociali e socio-sanitari, pubblici e privati) riferiti al territorio comunale, sovra comunale, distrettuale e all’intero ambito territoriale di riferimento dell’Azienda ULSS 21.
Il lavoro di elaborazione del Piano di Zona consiste nel confrontare l’offerta dei servizi esistenti con l’analisi dei bisogni, allo scopo di definire strategie comuni d’azione, priorità condivise di intervento, compatibili con le risorse finanziarie, professionali, organizzative ed umane disponibili.
Sono chiamati a dare il loro apporto tutti i soggetti presenti sul territorio ed impegnati nelle aree tematiche di pertinenza del Piano di Zona, e le stesse realtà associative di cittadini e familiari.
Al fine di coniugare l’esigenza di avere una programmazione di medio periodo con la necessità di definire puntualmente il sistema di offerta e le risorse attivate nei territori, il documento di indirizzo regionale approvato il 3 agosto scorso dalla Giunta della Regione del Veneto contiene, per ogni area di intervento, indicazioni su diversi livelli:
- La vision, ovvero l’insieme dei traguardi che ci si prefigura di raggiungere nel medio periodo;
- Le priorità e le politiche che la Regione ritiene fondamentali da governare, in quanto temi che hanno una rilevanza significativa in termini di diffusione o gravità di bisogno della popolazione, di impiego delle risorse, di sviluppo del sistema di welfare;
- Gli indicatori, ovvero le grandezze utili a leggere le differenze territoriali ed i cambiamenti nel tempo dei fenomeni su cui si interviene; tali indicatori potranno rappresentare un insieme di grandezze che permettono la lettura longitudinale del territorio, il confronto con la situazione regionale e, nel tempo, l’individuazione di alcuni valori ottimali conseguiti nelle zone più virtuose.
Con il periodo di programmazione 2011-2015 si intende promuovere una maggiore vicinanza tra i diversi livelli di governance regionali, proponendo una maggiore e migliore integrazione degli strumenti di programmazione ed anche una maggiore flessibilità degli stessi nel tempo. Il Piano di Zona dovrà quindi presentare, a partire dall’analisi dei bisogni della popolazione e del sistema di offerta presente nel territorio, le prospettive per un quinquennio, declinando annualmente l’esplicitazione delle azioni di intervento e l’allocazione delle risorse economiche che sostengono l’attivazione ed il mantenimento delle suddette azioni.
Il Direttore Generale
f.to Avv. Daniela Carraro
Info: Ufficio Stampa ULSS 21 Legnago (Verona)/dr. Michele Triglione




































































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