Comunicato stampa del Tavolo Regionale “La Comunità che guarisce” per la Giornata Nazionale della Salute Mentale 4 dicembre 2011

Il Tavolo Regionale “La Comunità che guarisce” è un coordinamento – costituito da Associazioni di Familiari e di Volontariato, Cooperative Sociali, Caritas, Dipartimenti di Salute Mentale, Sindacati e Assessorati alle Politiche Sociali – che si occupa, nel territorio regionale, di problematiche inerenti alla sofferenza psichica.
La Giornata Nazionale della Salute Mentale diventa occasione, ogni anno, per ricordare chi soffre di disturbi psichici. Ricordare chi, nella vita quotidiana, è così spesso dimenticato. D’altra parte in una società caratterizzata dallo smarrimento dei valori tradizionali, dal tramonto delle religioni e delle grandi ideologie, dal trionfo del consumismo e della tecnologia, dall’esasperata rincorsa al piacere, al successo e alla perfezione del corpo e dove il bene è confuso con il benessere privato fisico e materiale, che posto vi può essere per chi soffre di disturbi psichici ? Che posto vi può essere per chi, con la sua sofferenza, esprime gli interrogativi fondamentali di ogni destino umano: quello del nostro ruolo, della nostra identità, della nostra esistenza votata un giorno a scomparire ? Temi banditi dalla società attuale che considera efficienza e successo come paradigmi essenziali per definire la dignità e la significanza esistenziale di ciascuno di noi.
Una giornata, la Giornata Nazionale della Salute Mentale, dunque, per ricordare chi soffre di disturbi psichici e per ricordare i suoi diritti. Sono diritti di assistenza che non possono essere negati in nome di ragioni esclusivamente economiche, dove la terapia, dovendo risparmiare, diventa solo intervento farmacologico (senza né psicoterapia né riabilitazione) e le funzioni assistenziali vengono di fatto quasi interamente delegate alla famiglia. Diritto di assistenza, dunque, per chi soffre di disturbi psichici, ma anche e soprattutto diritto di cittadinanza in una società caratterizzata da intolleranza sociale verso le persone più deboli e marginali e da un rafforzamento dello stigma e dell’emarginazione nei confronti di chi è considerato ‘diverso’.
Una giornata, questa, per ricordare, per denunciare, ma anche per sperare. Sperare nella capacità dell’uomo, nella capacità di ciascuno di noi, di cercare il rapporto con l’altro, di averne cura, di assumersi responsabilità con soluzioni realistiche di fronte ai problemi posti dalla relazione e dalla convivenza: la capacità, in fondo, di dare spazio al pensiero dell’altro, dove la diversità non è nemica ma suscita attenzione e rispetto. Una cultura della cura e della responsabilità, dunque, connaturata alla natura stessa dell’uomo e che, nonostante i periodi bui che l’umanità ha conosciuto e conosce, opera da sempre all’interno della società con un lavoro silenzioso e paziente: un lavoro che forse non fa storia, a volte neppure notizia, ma che ci permette di continuare a vivere, sognando di poter nutrire ancora ragionevoli speranze in una soluzione antropoculturale centrata sul rispetto e sull’accoglimento dell’altro. Un sogno forse realizzabile …
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Presidente dell'Associazione AIUTA PSICHE di Arona (via Ponti, 10), Michele Ventura
Ringrazio per l'attenzione che vorrete dedicare alla notizia
Info:
Elena Vallana
Redazione HC S.R.
















