DIMOSTRAZIONE IPPICA DI PAZIENTI CON TERAPISTI "A 4 ZAMPE"

Saggio a La Mandria mercoledì 8 giugno
Si svolgerà mercoledì 8 giugno al Centro Internazionale del Cavallo a La Mandria la dimostrazione conclusiva del progetto di ricerca "Efficacia dell'approccio bio-psicosociale integrato all'ippoterapia con pazienti psicotici".
Incominciato a giugno 2009, il progetto di ricerca si conclude e intende evidenziare come la relazione con il cavallo possa avere effetti positivi in pazienti affetti da psicosi cronica o da disturbi di personalità, andando ad incidere sulle funzioni inerenti la personalità, contribuendo a costituire o rafforzare nel paziente una identità positiva più matura, proprio perché amico, esperto, “dominus” di un particolare cavallo.
I Dipartimenti di Salute Mentale “Giulio Maccacaro” dell’ ASL TO 2 diretto dal Dr. Elvezio PIRFO, e dell’ASL TO 3 diretto dal Prof. Pier Maria FURLAN, hanno partecipato con 24 pazienti al progetto e proprio l'ultimo gruppo di pazienti raggiungerà mercoledì la tappa finale di questo lungo percorso formativo e riabilitativo.
Il progetto, ideato dallo scomparso professor Giorgio BISACCO e promosso dalla Fondazione Centro Internazionale del Cavallo e dall’Associazione “Il Bandolo onlus”, unitamente ai DSM delle ASL TO 2 e TO 3, grazie all'impegno di tutti gli enti coinvolti, ha dato importanti risultati scientifici e umani ed il saggio finale ne offrirà una fotografia efficace: i ventiquattro pazienti, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, seguiti dai Servizi Psichiatrici Territoriali delle due ASL, affiancati da 6 operatori equestri ed 8 operatori psichiatrici delle Asl, hanno lavorato due volte la settimana con 6 cavalli-terapisti del Centro Internazionale del Cavallo, nella sede della Cascina Rubbianetta, a “La Mandria”.
Gabriel, Pippo, Cocca, Istrice, Neapolitano, Eglantine così si chiamano i “terapisti” a 4 zampe coinvolti nel progetto: hanno un’età compresa tra i 5 e i 21 anni, caratteristiche anatomo-fisiologiche e comportamentali idonee a lavorare con i pazienti e hanno seguito un addestramento particolare per evidenziarne la mansuetudine.
Il Progetto si è sviluppato in due fasi, una “a terra” (5 mesi), particolarmente curata per migliorare le modalità di rapporto, le dinamiche affettive nonché le competenze cognitive e una fase “a cavallo” (11 mesi) per migliorare la situazione clinica con il controllo della sintomatologia, accrescere le potenzialità motorie, stimolare le facoltà intellettive e, successivamente, ridurre la terapia farmacologica durante l’esperienza.
La scelta di un contesto di attività del tutto particolare è stata voluta per interrompere la ripetitività e la monotonia delle attività tradizionali, consentendo un incremento della stima di sé e un recupero della propria immagine, favorendo processi di identificazione sana associati a momenti gratificanti.
La scelta del cavallo è invece legata alla ormai generalmente riconosciuta valenza transizionale che, come aiuta il bambino nel suo sviluppo psicologico, così può permettere al paziente psichiatrico adulto di adattarsi alla realtà oggettiva condivisa.
Nel prossimo mese di ottobre sarà organizzato un convegno dove verranno divulgati i risultati scientifici ottenuti dall’elaborazione delle schede di valutazione da parte dagli operatori equestri e dei test psichiatrici effettuati sia sui pazienti in attività sia sul gruppo di controllo.
Info:
Silvana Patrito
Ufficio Stampa ASL TO 2 Area Est
INFO: FRANCESCA BISACCO Cell. 3404651152




































































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